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“Lo Scout che Accoglie”. Apertura anno scout 2013-2014

ottobre 21st, 2013 Posted in Dal gruppo

1384719_684575741572288_745795555_nIl testo di una canzone dice: “Prima di partire per un lungo viaggio porta con te la voglia di non tornare più”.
Sono proprio queste parole che possono racchiudere, in buona parte, il clima che abbiamo vissuto nel nostro campo di apertura.
Per il nuovo anno Scout, 2013/2014, il gruppo AGESCI Modica 2 si è riunito in contrada Cannizzara, nei giorni 19 e 20 ottobre, per dare vita ad una nuova annata e per eliminare un po’ di polvere di dosso dalle uniformi chiuse dentro i nostri armadi causa ferie estive.
Quest’anno la grande novità: tutto il gruppo al completo parteciperà alle attività. Il progetto, in effetti, non è stato semplice, ma la Comunità Capi del Modica 2 (formata attualmente da 18 capi) si è voluta spendere positivamente a tal riguardo, con tutte le sue idee ed energie, proprio perché aveva intenzione di dare la possibilità a tutti i ragazzi di condividere esperienze ed emozioni in onore del nuovo anno.
Sempre per citare la stessa canzone “Prima di partire per un lungo viaggio porta con te la voglia di adattarti”. E’ stato proprio questo lo stile di tutti i 100 ragazzi che hanno aderito al nostro invito: Adattarsi, che per noi scout non significa sopportare gli altri ma vuole avere il senso di ACCOGLIERE GLI ALTRI. Non a caso il tema del nostro anno richiama proprio questa frase: “LO SCOUT CHE ACCOGLIE”. Ed è su questo tema che noi capi abbiamo voluto giocare con tutti i nostri “educandi”, riflettere e far riflettere, ma soprattutto abbiamo provato a trasmettere quello che sarà il tema che ci accompagnerà per tutto l’anno.
Ma adesso passiamo un po’ a raccontarci .
Le tre branche hanno cominciato, ognuna in separata sede, le loro attività.
Il Consiglio degli Anziani (CdA, composto dai lupetti che passeranno al reparto) ha elaborato il suo ultimo racconto accompagnato dai personaggi della storia della Giungla, giungendo al campo alle ore 18:30 dove ha incontrato le altre sorelline e gli altri fratellini del Branco.
Il reparto si è invece recato direttamente sul luogo per montare le tende per il pernottamento. In contemporanea i capi, coadiuvati da alcuni ragazzi, hanno montato il pennone (simbolo scout a cui vanno appese le bandiere dell’Europa, dell’Italia e dell’Associazione) con annesso un pannello su cui si trova la scritta “Modica 2” preparata dai capi e vice capi squadriglia, il tutto sorretto da un quadro svedese un po’ modificato, utilizzato per i passaggi serali tra le varie branche.
Il clan, invece, ha cominciato la sua apertura con la strada, uno dei tre punti fondamentali di questa branca. Non si tratta solamente di camminare o di passeggiare: la Strada è la migliore amica per i giovani che si apprestano a diventare gli adulti del domani; la Strada permette di riflettere su se stessi, sul proprio rapporto con Dio, permette di condividere e di accogliere il passo dell’altro, la forza o la debolezza dell’altro.
Alle ore 19 il campo ha ufficialmente avuto inizio. L’issa bandiera, per noi Scouts, è il momento che annuncia che il campo dove siamo alloggiati è occupato e che in quel momento siamo in piena attività.
Subito a seguire, il lancio del tema annuale, come abbiamo già detto: “LO SCOUT CHE ACCOGLIE”.
La scena si ambienta in un centro commerciale dove uno Scout vero, certificato anche dalla carta d’Identità, incontra una vecchia conoscente con cui condivide degli episodi che gli confermano quotidianamente la sua scelta di continuare ad essere un vero Scout. Ma alla domanda “E adesso cosa farai e dove andrai?” lo Scout entra in netta confusione. Per fortuna, sarà un segno del destino o di quel qualcuno che sopra di noi ogni giorno ci protegge, arriva la possibilità di tentar la fortuna. Partecipa, infatti, ad una lotteria per soli veri Scout. Dopo tante peripezie e tante discussioni con la signora del box n.9 per ricevere quel tanto atteso biglietto, effettivamente vince: un biglietto di sola andata per l’isola Scausyworld.
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Si parte? Si, si parte. Ma quando si parte? L’indomani mattina.
E cosa era necessario per partire? Ecco che dinanzi ad una lunghissima lista lo Scout si imbatte in due strani punti. Anzitutto gli si chiede di cercare altri veri Scout, come lui. Ma anche in questo caso la fortuna l’ha un po’ accompagnato. Proprio lì vicino passavano degli Scout con la sua stessa carta d’Identità.
Però ancora avevano un punto da chiarire: bisognava “saper accogliere valori da condividere”. Fu così che tutti gli Scouts preferirono dormirci su con la speranza che la notte avrebbe portato consigli.
La giornata continua con la cena comunitaria in cui l’accoglienza e la condivisione sono stati i punti più evidenti.
La serata procede con la condivisione di 3 video rappresentanti le 3 attività estive vissute dalle 3 branche. Intercalati ai 3 video non son mancati tra l’altro i commenti e la condivisione di pensieri e ricordi di quei bellissimi giorni.
Infine il primo giorno di campo chiude con una cerimonia davvero importante: i passaggi dei ragazzi tra le branche. I lupi anziani salutano il proprio Branco per essere accolti verso una nuova esperienza, quella del Reparto. I “vecchi” della branca E/G invece salutano il proprio reparto per proseguire il proprio cammino verso una branca più adatta e corrispondente alle loro esigenze, quella del Clan. Come ogni cerimonia, questa è stata vissuta in pieno stile scout, con frasi e pensieri dedicati ai protagonisti della stessa; non son mancate le prove fisiche a testimonianza del fatto che quando si cresce bisogna fare i conti con ostacoli via via più grandi da riuscire sempre a superare. Tutta la cerimonia si è conclusa con la benedizione di Padre Giovanni il quale ci ha donato delle splendide parole di incoraggiamento per il nuovo anno.
E da veri Scout, salutiamo il dì che muore, tutti abbracciati cantando una preghiera rivolti verso il cielo.

L’indomani mattina, reduci da una notte di silenzio, il campo comincia a risvegliarsi.
In attesa che tutti i nuovi del gruppo arrivano, si sentono, in quel luogo, canti e giochi pieni di gioia e di armonia.
Continua l’ambientazione e la scena lasciata in standby la sera.
Il gruppo di scout, dopo aver trascorso una notte a riflettere, si rende conto che aveva con sé dei valori di cui ancora non era consapevole. Trova gli stessi in tutti gli altri ragazzi così ci si rende conto che “accogliere i valori da condividere” non era solo una frase formata da varie parole, ma servivano i fatti.
E’ così che le parole si tramutano in fatti. Ed infatti tutti i 120 tra ragazzi e capi si imbattono in vari giochi nei quali è necessario conquistare i veri valori. Poi, dopo tanto divertimento, giunge il momento di partire.
Così solo i veri Scout, con lo zaino pieno dei veri valori appena conquistati, salgono su una nave diretti verso questa nuova isola. Quando terminerà il viaggio? Per loro non è importante. A loro interessa solamente giocare e scoprire bene questi valori giungendo all’obiettivo di saperli accogliere tutti, nessuno escluso.
Ma anche in mattinata le cerimonie non mancano.
Per la formazione del gruppo ci si accinge a formare un fazzolettone vivente (composto da tutti i partecipanti del campo) da cui, dopo aver letto l’alfabeto della vita di gruppo (21 parole che cominciano con le 21 lettere dell’alfabeto), a poco a poco si distaccano i vari capi con l’intento di formare ufficialmente i nuovi staff. Cominciano i capi gruppo i quali danno il mandato ai capi unità delle tre branche. Questi chiamano gli altri capi con cui condividono il peso della responsabilità dell’educazione dei ragazzi. E gli staff al completo chiamano i rispettivi ragazzi. Così, in ordine, abbiamo il branco con il grande urlo. Segue la formazione delle nuove squadriglie con una novità: l’apertura di una nuova squadriglia femminile, una tra le squadriglie storiche del Modica 2, la sq. Panda. Segue infine la formazione del Clan e del Noviziato.
Dulcis in fundo, la celebrazione della S. Messa celebrata da Padre Giovanni che mostra ripetutamente gioia ed entusiasmo nell’ammirare una chiesa stracolma di camicie azzurre e fazzolettoni giallo-rossi.
Chiude tutto il campo l’ammaina bandiera e un “voga” finale (urlo fatto da tante singole voci che accolte e condivise diventano un tutt’uno).
Di partire, siam partiti. Che ne sarà di noi? Solo il tempo ci darà risposta.
Un grazie particolare va ai genitori che sostengono da sempre la Comunità Capi e che annualmente rinnovano la loro fiducia condividendo con tutti i capi l’importanza di educare le nostre sorelle e i nostri fratelli minori per un futuro migliore.
Buona Caccia e Buona Strada.
Antonio Vanella

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  1. One Response to ““Lo Scout che Accoglie”. Apertura anno scout 2013-2014”

  2. By Dario on Ott 23, 2013

    E’ stato bello rivivere i momenti dell’apertura leggendo questo articolo. Con l’augurio che questo campo sia l’inizio di un nuovo anno pieno di entusiasmo e di occasioni di crescita per tutti. Buona strada a tutto il Modica 2, Dario

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